Edoardo Orta

24 anni – Programmatore Informatico Banca Sella


Mio nonno materno partì dalla Calabria con un sogno, quello di costruire qui al Nord un futuro migliore per sé e la sua famiglia. Questo è quello che voglio, che Asti torni a essere un sogno, non soltanto per gli Astigiani, ma anche per quelle comunità minoritarie che hanno scelto di stanziarsi cercando di costruire un futuro qui.

Sono una persona dai mille interessi. Se vogliamo cercare un valore comune a tutti, questa è la fiducia nella capacità della cittadinanza di costruire una società complessa che si concretizzi nel progresso collettivo. Questa passione mi ha portato a frequentare il Liceo Classico V. Alfieri di Asti e il mio rione, Cattedrale, dove sono cresciuto e dove tuttora vivo. Dopo la maturità ho studiato antropologia culturale a Vienna, in Austria. Lì ho conosciuto una cultura simile ma non uguale alla nostra, aprendomi ad un’ottica più europeista. Ho scelto di tornare perché ho un profondo legame con le mie radici: Asti e la famiglia. 

Sin da piccolo la politica mi ha appassionato. Ad avvicinarmi a questo mondo è stata mia madre, Graziella Mirigliani, che per il suo lavoro al Centro Per l’Impiego ha sempre avuto un ruolo attivo nella città aiutando chi era in difficoltà a trovare lavoro. Scegliendo di candidarmi, io oggi ho deciso di dare continuità a questa visione.

Ho iniziato a lavorare al Castello di Isola d’Asti come receptionist e poi come segretario nello studio oculistico Pissarello – ora COOA – in Corso alla Vittoria. Nella prima esperienza ho imparato a conoscere i nostri ospiti, i turisti, che ogni giorno scelgono attivamente di venire a trovarci portando ricchezza al territorio, monetaria e culturale. Nello Studio medico ho imparato a dare valore alla salute della persona, un requisito essenziale per definire una società pienamente avanzata.

Dopo una breve esperienza a Milano, ho deciso di iniziare a lavorare da Asti in smart working per Banca Sella come programmatore informatico. Mi piace vivere a pieno la città che amo e spero che questa possa essere la scelta di altri giovani come me legati alle loro radici. Al contempo, però, Asti deve sapersi adattare a questi nuovi cambiamenti offrendo nuovi servizi al passo coi tempi.

La domenica potrete incrociarmi mentre passeggio nei parchi lungo i fiumi o all’area cani sul Borbore con il mio Opla, la mia “armatura” in greco antico. Probabilmente mi riconoscerete anche in centro città, a spasso con la mia bicicletta con su scritto “I <3 Italy”, fra un aperitivo letterario e un giro fra i mercatini del centro, che spero possano aumentare in numero e qualità, magari portando vita nella nuova ZTL.

A trasmettermi la passione per la bici è stato mio nonno Francesco. ”Cichin”, classe 1923, che ha combattuto durante la seconda guerra mondiale come bersagliere in bicicletta . Da quel momento non ha mai smesso di usarla. Dopo la guerra ha avviato a Valfenera l’azienda agricola che poi passò a mio padre Luigi e ora è gestita da mia sorella Elena. Questa azienda mi ha insegnato i valori del sacrificio e dell’impresa, legandomi alla tradizione contadina con lo sguardo, però, rivolto al futuro.

Per questo, un progresso ecosostenibile è, e deve essere, uno dei valori fondanti della battaglia politica moderna. Per me ciò si traduce in un miglior servizio pubblico cittadino anche da e per le frazioni, un aumento della rete ciclabile, l’approvazione della tangenziale sudovest per alleggerire il traffico del centro e permettere un supporto infrastrutturale per l’industria astigiana.

Asti è Capoluogo di Provincia. Come tale deve rappresentare un polo sociale, culturale e politico, ripartendo dopo due anni di Covid, anni impattanti su tutti i luoghi di aggregazione. Si può ricominciare dalle Sagre, esempio della tradizione contadina e di una città che vive; dall’ampliamento dell’orario della biblioteca cittadina, luogo di cultura e utile per gli studenti fuorisede; dalla riapertura di un centro giovanile, per garantire anche una voce a chi si sente parte di una cittadinanza attiva ma moderata. 

Quella che vorrei è una Asti ricca, piena di vita, sicura e che possa garantire un futuro solido, non soltanto ai giovani, come me, ma anche alle loro famiglie.

Mettiamo Asti al Centro, mettiamoci al Centro di Asti!

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